Un nuovo Piano energetico mirato alla produzione e all'uso razionale dell'energia

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Scritto da Cosimo Buzzerra   
Lunedì 07 Settembre 2009 14:00

  Consumi di energia elettrica per settore di attività (valori approssimati): Fonte Internet

Consumi (GWh) anno 2007

Agricoltura

Industria

Terziario

Domestico

Totale

% su Puglia

Bari

241

1489

1630

1621

4981

27,7%

Brindisi

49

1111

369

436

1965

11,0%

Foggia

123

638

618

622

2002

11,1%

Lecce

68

491

795

879

2233

12,4%

Taranto

75

5495

568

643

6728

37,8%

Totale

556

9224

3980

4201

18993

100%

% sui totali

2,98%

48,56%

20,95%

22,12%

100%

 

Valutando la tabella soprastante possiamo definire meglio un ipotetico piano energetico regionale mirato al conseguimento del risparmio energetico attuabile in relazione ai vari settori di attività. Nella fattispecie dei diversi settori, possiamo distinguere quelli più idonei ad essere convertiti ad un consumo di energia da fonti alternative che andrebbero a sostituire parte dei consumi elettrici da fonti fossili, le quali verrebbero sempre e comunque prodotte per mantenere un certo livello di qualità della fornitura dell’energia elettrica che le fonti rinnovabili non possono garantire per loro intrinseca natura.

Settore industriale: Il settore industriale ha una forte incidenza nel consumo di energia elettrica rispetto agli altri settori (48,56%). La potenzialità dell’investimento per un impresa, risulterebbe utile oltretutto ad un potenziale abbattimento di costi nel medio/breve periodo che l’imprenditore può sfruttare nel rendere più competitiva la propria azienda/società. Cito a tal punto un esempio concreto, ovvero il più grande impianto su tetto costruito sugli stabilimenti General Motors a Saragozza, in Spagna, con una potenza di 11,8 MW di picco.
A mio avviso, solo in questo caso, si potrebbero rivalutare le aliquote relative al livello di integrazione architettonica dal momento in cui il settore industriale per sua natura non offre e non offrirà mai un “ordine architettonico” paragonabile a quello necessario in una zona residenziale. Ciò renderebbe ancora più allettante agli occhi dell’imprenditore l’idea di un investimento del genere all’interno della propria azienda. Per contro bisogna considerare il fatto che essendo gli utilizzatori finali 48.000, (”clienti dell’energia elettrica secondo la categoria degli utilizzatori” fonte ISTAT risalente all’anno 2003), in media una singola azienda consuma grosse quantità di energia elettrica, di conseguenza gli spazi che servono all’installazione del generatore fotovoltaico, necessari per poter produrre un adeguato e proficuo rapporto tra “energia utile prodotta da fotovoltaico”/”energia totale consumata”, non sempre risultano essere adeguati, rendendo così
l’investimento per nulla conveniente all’imprenditore.


Pro: potenziale ingente risparmio energetico, ottimizzazione dei costi
Contro: servono grandi spazi per soddisfare le esigenze di consumo di energia di un’impresa


Terziario e Domestico:
come si vede dalla tabella il domestico e il terziario sono settori che, grosso modo, non si differenziano molto nei consumi: 4.201 GWh per il domestico e 3.980 GWh per il terziario, le differenze stanno nel numero di clienti utilizzatori finali che nel primo caso ammontano a 1.928.000 e nel secondo a soli 254.000, (gli ultimi due dati sono relativi alla tabella :”clienti dell’energia elettrica secondo la categoria degli utilizzatori” fonte ISTAT risalente all’anno 2003.). Questi fattori ci danno indicazione dell’entità della potenza media degli impianti che dovrebbero essere installati sugli edifici facenti parte di una categoria o dell’altra. Per il settore domestico ad esempio, si può constatare un consumo procapite di 1.031 kWh per abitante, si può dedurre quindi che in questo settore l’investimento sul fotovoltaico per famiglia risulterebbe essere conveniente già a potenze installate di valore modesto compreso in genere tra 1,5 kWp e 2,6 kWp. L’idea quindi di incentivare la singola famiglia avrebbe senso avendo così, per questo settore, tanti piccoli generatori fotovoltaici sia sui tetti delle abitazioni che sparsi per la zona residenziale della città. Nel caso di quartieri caratterizzati da palazzine infatti, ove quindi risulti essere impossibile qualsiasi tipo di integrazione dei pannelli fotovoltaici, si potrebbe sempre disporre di tale risorsa ad esempio nei parchi, su tettoie frangisole,per l’illuminazione pubblica, e così via su generiche strutture civili potenzialmente idonee ad ospitare dei generatori fotovoltaici che distribuiranno corrente negli edifici adiacenti, nonché alla rete nazionale.
Per quanto riguarda il terziario si parla già di potenze medie installate per singolo edificio più elevate, per cui potrebbe risultare conveniente l’installazione di minicentrali fotovoltaiche poste in zone commerciali, o nelle zone periferiche, tali da distribuire energia elettrica imputata a ciascuna zona nella rete elettrica. Questo tipo di settore tuttavia, potrebbe vantare di spazi abbastanza ampi se si pensa ad integrazioni parziali o totali che sfruttano la struttura stessa degli edifici, si pensi ad esempio ai tetti dei grossi centri commerciali, con i parcheggi coperti dai frangisole, ecc... .
In sostanza la valutazione del territorio risulta essere fondamentale per avere piena cognizione di tutti gli aspetti necessari per porre in essere un programma energetico ben preciso che tenda ad organizzare in maniera ponderata per ogni settore di attività l’approvvigionamento delle risorse energetiche elettriche, e non limitarsi a seguire un mercato caratterizzato da un grosso sperpero di  risorse. Lo stato e gli enti per la gestione dell’energia elettrica (GSE, ENEA) giocano un ruolo fondamentale per rendere conveniente lo sfruttamento di questo tipo di tecnologia.


Terziario:
Pro: potenzialità di spazio/edifici sfruttabili con ottimale integrazione architettonica; potenziale investimento per le società
Contro: potenze medie per utilizzatore finale abbastanza elevate per questo tipo di tecnologia


Domestico:
Pro: ottimale investimento dato da un tasso di potenza media per utilizzatore finale proporzionato allo sfruttamento di questa tecnologia; riduzione del costo della bolletta elettrica del gestore; ottimizzazione dei consumi in maniera capillare
Contro: difficoltà di integrazione in ambiente urbano specie in assenza di un preciso progetto dedicato all’integrazione fotovoltaica in ambienti pubblici


Obbiettivi :
l’obbiettivo che si raggiungerebbe adottando questo tipo di politica energetica sarebbe quello di poter coprire gran parte dei consumi elettrici attraverso l’autoproduzione di energia. Ciò permetterebbe di ridurre in maniera sensibile il livello di energia generata dalle centrali  termoelettriche risparmiando oltretutto migliaia di tonnellate di CO2 immesse nell’atmosfera. I benefici secondari riscontrabili sarebbero senza ombra di dubbio notevoli:
•    Risparmi in termini di potenza dispersa sulle lunghe linee di tralicci dell’alta tensione
•    Possibilità di produrre energia pulita senza la necessità di avere megacentrali che producono la stessa energia
•    Grossa parte degli investimenti sarebbe di iniziativa privata rendendo il singolo cittadino, (persona fisica o giuridica essa sia), partecipe di un più ampio progetto energetico in cui si salvaguarda in primis la salute e l’integrità ambientale del proprio territorio, oltre che un ritorno economico che si concretizza negli anni per via dell’investimento stesso.
•    Indipendenza dai grandi distributori di energia elettrica
•    Diffusione di una sistema sostenibile gestito dalla base e non imposto dall’alto

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Settembre 2009 14:11