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Ma quanto conviene effettivamente ad una regione produrre una tale quantità di energia?
fonte TERNA
Praticamente, la quasi totalità dell’energia prodotta, come la prima tabella ci mostra, è data da fonti fossili, nello specifico caso da carbone, e olio combustibile. I costi sostenuti per produrre energia da fonti fossili non sono, anzi, non dovrebbero, essere imputati al solo fattore economico, ma in maniera più ampia ad un fattore economico/sociale, ovvero al costo che l’intera società sostiene attraverso la produzione di inquinamento, nonché all’impatto ambientale, esternalità negative queste che dovrebbero essere considerate in relazione al territorio in cui si vuole produrre energia, ma che in molti casi vengono ignorate. Cito a tal proposito ciò che è emerso dal consiglio comunale del comune di Tuturano al giorno 23/03/2007 relativo ai problemi Socio-economici causati dall’insediamento della Centrale “FedericoII”:
Il Consiglio Circoscrizionale dl Tuturano (BR) ha constatato: 1. Il preoccupante grado di inquinamento ambientale del territorio dovuto sia alla ricaduta di ceneri e metalli pesanti che all’esistenza di campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti; 2. la conseguente grave penalizzazione delle produzioni agricole locali dovuta alla comparsa di nuove e straordinarie specie parassitarie ed alla presenza di polveri inquinanti sui prodotti stessi che né pregiudicano completamente la commercializzazione; 3. l’alta incidenza di patologie croniche e neoplastiche che colpisce i cittadini residenti nella frazione; 4. il deterioramento della qualità della vita dovuto all’inquinamento acustico da attraversamento massiccio della trazione di mezzi di trasporto, dell’inaridimento delle falde freatiche delle zone prospicienti il nastro trasportatore, l’alterazione del microclima della costa ed il pregiudizio arrecato ad ogni vocazione turistica del territorio;
sono effetti da non ignorare visto il grave danno che la collettività deve subire a in termini di salute, mancata commercializzazione di prodotti agricoli per i contadini locali dato il forte inquinamento, senza considerare l’ulteriore costo dovuto alla mancata possibilità di sfruttamento di un territorio a vocazione turistica. La ragione della politica di investimento nel settore energetico attuata a partire dall’attivazione della centrale “Federico II” è legata a diversi aspetti di natura politica-economica la cui discussione risulta essere complessa e di difficile trattazione; fatto sta che il kW prodotto attraverso l’utilizzo del carbone risulta essere più conveniente ora, (e tanto di più negli anni ’90), rispetto al kW prodotto da fonti rinnovabili a causa del fattore tecnologico. Negli ultimi anni infatti le fonti energetiche rinnovabili sono state rivalutate a causa di forti innovazioni e migliorie tecniche apportate sia all’efficienza degli impianti, che al loro minor costo di produzione, rendendo sempre più interessante questo tipo di tecnologia. E’ questo il motivo per cui lo stato attua delle politiche di incentivazione, le stesse che sono state esposte nella prima parte di questa relazione, e che riescono anno per anno ad accrescere l’attrattività verso questa tecnologia, facendo registrare dagli enti statistici un aumento vertiginoso della potenza installata nell’intera nazione. La Puglia in testa alla classifica. Ma come abbiamo già accennato la puglia non è solo la prima regione in termini di energia rinnovabile, abbiamo infatti detto anche che produciamo un surplus enorme di energia destinata all’esportazione. Il risultato è che produciamo tutta questa energia per venderla agli altri paesi, ma la natura del compenso spettante alla regione essendo di natura economica, non è di certo sufficiente a coprire i costi che la collettività sostiene per gli enormi disagi già esposti in precedenza ai quali è difficile, se non impossibile, trovare compromessi di natura economica in grado di risarcire dei danni subiti. Allora c’è il bisogno di andare a sostituire, e non aggiungere, laddove è possibile, l’uso di combustibili ad alta percentuale di SOx e di NOx (con riferimento al carbone e all’olio combustibile ATZ, BTZ utilizzato nelle centrali termoelettriche) con combustibili più compatibili con un sistema ambientale, come ad esempio il gas naturale,(come nel progetto “revamping” della già vista centrale Edipower di Brindisi), sarebbe inoltre necessario ridurre i consumi energetici.
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